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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
SANTO SUBITO
post pubblicato in prospettive, il 29 novembre 2011

 

 





 

Il processo di beatificazione di Fiorello mi trova impreparata. Credevo fosse uno showman eccezionale e invece è un santo normale o almeno così pare dai  prodigi verificatisi .
Ci sono voluti 64 punti (non di share, di sutura), per metterlo al mondo con un cesareo; così apprendo dalla tv canonizzante questo servo di Dio . Succede anche ai fiori veri, di stentare a sbocciare, a volte. Ma per  loro poi fila tutto liscio. Un po’ di pioggia, un po’ di sole. Miracoli della natura, niente di più. Niente gavetta,  donnine, karaoke, festival, denaro, automobili, abiti firmati, coca. Nessun baratro, nessuna resurrezione. Zero assoluto di biografi, annalisti, esegeti, sacerdoti, testimoni di miracoli e virtù. Un fiore è solo un fiore insomma. Profuma, sì. Ma non di santità. Fiorello invece…
Il segreto sta tutto in quel suffisso col quale lo vezzeggiamo, ricambiati, ma che all’occorrenza lo rende little, lo avvicina ai semplici; nell’accoglienza rassicurante dell’uomo di strada, che non dimentica le radici, i valori veri, che cita la moglie, la figlia, la madre, il giornalaio sotto casa, il gastroenterolo persino ( il suo, proprio il suo, colui che gli ha fatto la colonscopia,   cui pare si sia sottoposto per pura espiazione), che si ricorda sempre del fratello (non quello prossimo, il consanguineo), che di mestiere fa l’intrattenitore, il narratore di fiabe, il lanciatore di satira ma non di coltelli. Sarà sicuramente questo buonismo simpaticone, dal cognome diminuitivo (e dal nome profetico), l’impasto ultraterreno che inchioda i nasi all’altare degli schermi e sottrae la ferocia alla penna dei critici ( ma non di altri comici).
Il concilio riunito, comunque, si esprimerà, prima o poi. Tutta gente in vista, naturalmente: Vespa, Crepet, Giletti, Mussolini madre, che cita la Loren sorella (a volta gestire il nulla è appariscente).
Ma sì, sarà beatificato. Lo dicono in troppi e ne  diffondono l’aura sacrale porta a porta. Lo dice persino Luzzatto Fegiz, il quale, interrogato dal consesso degli inquisitori beatificandi, ha sentenziato, con la solennità che il caso richiede, che   Fiorello elargisce all’umanità (confusa, neo-orfana di guida temporale e di tutela monetaria, ndr) le tre cose di cui   ha bisogno. No, non fede, speranza e carità, che avete capito?  E neanche il magro il grasso e il pacioccone ma addirittura : “spiritualità, cultura e memoria storica”. Per un attimo credevo parlasse del Dalai  Lama.
Resta solo da aspettare, dunque. Le premesse, comunque, ci sono tutte. Fiorello probabilmente toccherà il cielo, a fianco di madre Teresa. Del resto neanche lei aveva le stimmate.
Intanto, fossi in lui, mi toccherei le palle.









 

 

 





 








permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 29/11/2011 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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