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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
NIENTE CHE SI POSSA SPIEGARE
post pubblicato in diario, il 13 aprile 2010




Solo lava. Fluida e rovente. Piuttosto m’innamoro della sfera variopinta che ferma carte mai lette. Adoro entrambe. Per la loro inutilità, naturalmente. Specie la prima. Ha una freddezza che dentro la mano si corrompe di nuove temperature in un gioco irriducibile di luce in cui l’arancio pecca di superbia.
Potrebbe essere un volo onirico, di quelli che ricordi a metà. Bagliori incantevoli raccontati da uno scrittoio bisognoso di restauro.
Anche la metà delle cose amo, se è un cinquantapercento indefinito da rianimare.
Da una vita mi affanno in questo trascolorare della memoria d’un sogno. E spero sempre, mentre cerco col respiro increspato d’un centrometrista, di non trovare niente che si possa spiegare.


Noir desire- Le vent nous portera


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LETTERA AD UN AMORE IGNOTO
post pubblicato in amore ed eros, il 20 dicembre 2009

 


 
Sono in cucina. 
Solo qui potrei scriverti col calore tra le mani. Sul talamo dei fuochi, dove la penna è un mestolo che profuma di mandorle caramellate e l’inchiostro un filamento d’ambra appeso alle labbra.
Hai fatto mai caso a quanto amore ci sia dentro una spezia? Una chiave che apre mille porte. Un bacio incoerente, placido e furioso. Prendi, ad esempio, la cannella. Non puoi abituarti alla stucchevole lentezza del suo profumo che già il naso è immerso in un vago senso di vuoto, un luogo d’inafferrabilità, uno sguardo sfuggente che si fa inseguire con olfatto viziato.
Capisci cosa intendo, vero? Darsi ad un paesaggio nebuloso solo perché la strada che lo promette è accesa dall'ardore d’una traccia. E questo è amore. Cos’altro, se no? Perdersi,è amare. E le spezie ci portano via.
Ora mi sembra di vederti . Perché qui è anche il regno degli occhi.
Prendo un uovo, candido come pochi ce ne sono ormai,e tac.. lo apro. E tu sei lì. Tra rosso e bianco. Centro e periferia di lucentezza amniotica. 
Ma basta un nonnulla, un dubbio del vento, l’immersione d’un dito curioso.. e vai dove vuoi. E non so più dove trovarti perché sei dappertutto. Indistinguibile essenza.
Ne farò frittata di te? O ti berrò crudo così come sei, dischiuso e illeggibile? O t’annegherò d’altre uova, non tutte bianche però, per darti la consistenza superba d’un soufflè?
Quanti destini ci sono dentro una vita mai nata, amore mio. Tutti sterili.
Frutti che non daranno frutti.
Per questo ti scrivo dalla cucina. L’amore è insolente e incauto. Se ne frega di fruttificare. 
Assaggia. Gusta. Vagheggia. Profuma. Trasforma. Ricorda.
E’ un impasto palpitante di cose recise.
Potrei scriverti, sì, su un prato, sotto la pioggia, in riva all'oceano. Davanti ad una chiesa persino. Ma non sarebbe onesto darti parole ottuse d’infinito.
Io t’amo con la finitezza dischiusa d’una vita dispersa.
T’amo, con lo sguardo confinato in un uovo. 






M.Davis e J.Coltrane- All Blues


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L' AMORE AI TEMPI DELLA CIRROSI
post pubblicato in amore ed eros, il 3 dicembre 2009
 





-
Usciamo stasera? C’è mio cugino che suona al Teschio.
-Non se ne parla. Stasera fanno Coma.
-Sempre appresso a quella merda.
-Episodio imperdibile, pupa. Spappolamento del fegato. Leggi. Aprì la guida tv verso di lei e scandì ad alta voce: “ Mr Gordon è affetto da cirrosi alcolica scompensata che gli procura una grave forma di epatonecrosi. Sarà sottoposto a trapianto. Ma qualcosa andrà storto. Il rigetto è in agguato.”
Sorrise come per dire succulento.
-Te lo dico sempre che è meglio farsi le canne. Comunque sei afoso.
Il piercing sulla lingua ebbe un sussulto e i denti si accanirono sulla gomma da masticare.
-E tu invece? Videoincollata cronica all’ Isola dei formosi ! Quattro froci che urlano cazzate.
-Non sono froci, sono trans!
-E qual è la differenza? Che lo fanno solo se tirano una pista ?
- Agricolo! Non mi fai ridere. Il fatto è che tu non sopporti i biadesivi, come tutti i fascisti.
-Sentila la donna emancipata! Coma è  roba scientifica, dolcezza. Niente a che fare con un vomitatoio per checche isteriche!
-Impiccati. Io vado al Teschio.
- Ohhh al Teschio! Locale impegnato per bevuti dark, come tuo cugino, che ogni sera s’aggiusta una bottiglia. Guardati la puntata, così potrai curarlo!- Rise di gusto
Lei strinse gli occhi. Sembrava furente. Ne era prova il fatto che anche il piccolo Che Guevara, tatuato sulla natica sinistra,sussultò.
Non vali nemmeno le sue unghie! -gli urlò, con buona pace del Che, che continuava a fare piccoli ma persistenti rimbalzi.
Le sue unghie? Quelle escrescenze cornee laccate, intendi, popolate di microrganismi?
-Hai visto troppe puntate di quella porcheria. Di microrganismi e di escrescenze del cazzo tu non sai un tubo.
-Io non faccio la shampista. Ho un diploma, ricordi?
-Un diploma da geometra preso al serale. Ora sì che mi fai ridere. Io faccio la parrucchiera ma almeno la musica me le filo.
- E la chiami musica quel bordello ? . Rise di più,con una mano sulla pancia e l’altra sul telecomando
-Se tua madre t’avesse schiaffato nella zucca un cervello, capiresti che sono note da sballo e testi bomba contro il sistema in cui gli stronzi come te sguazzano.
- Testi da teste fuse!. Aspetta come fa quella canzone…Fece finta di concentrarsi spostando la mano dalla pancia alla fronte .Poi si illuminò in modo plateale. ”Se l’odore che senti è acre, sbudella il primo che incontri, anche se fosse tuo padre”. Una vera libidine. Ciao cara, divertiti.
- Sei solo un segato. Crepa!
Si strinse il chiodo sul petto per non sentire le affilature del vento che ringhiava contro il vetro e gli voltò le spalle al di là dell'uscio.
Lasciò che i tacchi risuonassero ad ogni scalino, come se per ciascuno gli urlasse contro. Lo avrebbe lasciato-pensò- quando ormai era già immersa nei vapori di benzene, giù in strada.
Per alcuni amori ci vuole  fegato.

 


 


Marilyn Manson- Coma white



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CANTO D'UN ANNO CHE MUORE
post pubblicato in poesia, il 27 dicembre 2008

Chopin- Notturno per violino e pianoforte 
 

 

Se potessi imprimere alla parola un soffio divino

per raggiungerti al cuore, proprio nel mezzo,

per metterti a segno, nel centro del tuo centro,

come il midollo d’un bersaglio

come il nucleo gelido d’una bugia

che scolora ai bordi senza svanire.

 

 

Se potessi raggiungerti al cuore

E anche di più,

nel fegato, nelle ossa, nel sangue,

fra i denti che lacrimano parole

senza patria.

 

Se potessi,

io ti vincerei d’amore.

 

 







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VERBI ORBI
post pubblicato in poesia, il 7 novembre 2008

 




Ama:
breve imperativo 
palindromo
del cuore
col vizio assurdo
di tornare.

Ahimè,
senza raggiungere
alcunchè.







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