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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
OROSCOPO DEGLI ELEMENTI
post pubblicato in prospettive, il 31 dicembre 2010




Beati i prudenti perché di essi sarà la Terra. Questo sussurra il 2010, con il filo di voce che gli resta.
Beh, io non sono un animale terrestre. Sì, è vero, cammino sul pianeta, come voi del resto. Un piede avanti all’altro ..un due..un due..Ma ammetterete che tutte le cose interessanti non hanno piedi né sanno contare. Tutte le cose per cui valga la pena di vivere, hanno il vizio di librare in alto , senza giudizio alcuno.
C’è stata troppa terrestrità nel 2010. E c'è troppa ragioneria nella terrestrità. Troppi ragionieri nella ragioneria. 
Pertanto nel 2011 VOGLIO:
Intuire il Fuoco e appartenere all’Aria, evaporando un po’, perché è  d'Acqua il nostro prevalere.
Tutto il resto, come disse il cantante, è Noia .

Buon anno!


 
 
 

                                                                                                                                             (grazie)




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TOMB!
post pubblicato in suggestioni, il 29 dicembre 2010




La donna in blu-  La notte, a volte, mi sta a due passi dalla pelle. Una trappola di luce fioca con echi di ferraglia.  Frr strr stump ramp. Tomb. Ecco, sul tomb s’acquieta. Che rumore quel tomb. Una rotondità grave. Un buco nero di fonica assorbenza, capace d’inghiottire ogni sussulto di meccaniche celesti.


L’uomo che ascolta-  Dicono che le stelle sappiano cantare. 

La donna in blu- Ah stupidaggini! Senti forse musica? Nulla risale da quel tomb. Sono notti senza firmamento.

L'uomo che ascolta- Risucchiato anch’ esso?

La donna in blu- Risuccchiato con perfidia da uno stupidissimo tomb. E pensare che ho i tacchi giusti per un tango.

L'uomo che ascolta- E allora balliamo. Improvvisiamo musica e stelle, cazzo!

La donna in blu- Che termine sconveniente per un tango. Devo ammettere però che dentro la parola cazzo c'è molta musicalità.

L'uomo che ascolta- Già !Sembrano le spazzole d’una batteria che soffia jazz .Basta un cazzo per fregare il tuo tomb .

Fu in quell’istante che la donna in blu girò sui suoi tacchi da tango e gli voltò le spalle.

L'uomo - Ma che fai?

La donna - Vado a dormire

L'uomo - E il nostro tango?

La donna - Ah…tanto sarebbe stato un tango del cazzo. E poi detesto le notti che somigliano agli ascensori. Potresti rimanere prigioniera del buio, senza neanche uno specchio per rifarti il trucco.

Uno dei due occhi dell’uomo che ascolta si fece verde per la rabbia. Ma per fortuna l'altro non si scompose e restò del suo colore vento. 
Forse è per questo che gli occhi sono quasi sempre due.
Tomb!









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FRIDA
post pubblicato in poesia, il 15 dicembre 2010




Disegnare una farfalla
sul gesso che imprigiona
e raccontare il volo
d’un volo negato
col senso del colore
imbizzarrito
che sappia trapassar la tela
ed estenuare gli occhi
Così vorrei scrivere la vita
e i suoi tarocchi.
Dall’angolo più appassionato
d’una resa.
Un racconto nudo
di crudezza trascesa
con tratti vivi
d’allegria malata
e lievità rappresa
come se il senso delle cose
fosse una rima baciata
tra un bruco delirante
dalla metamorfosi mancata
e lo scoppio da fucile
r  i  m  b  o  m  b  a  n  t  e
della mia risata














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COME UN CUORE FEROCE
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2010

 






Il locale è piccolo, con tavoli ravvicinati. Il proprietario ama la lirica e John Turturro.
Siamo in quattro. Ma gli altri due a volte non li vedo.Tu parli di cinema come un padre che conosce ogni parola nuova del suo bambino e tutte quelle già dette.
 Su Monicelli ti soffermi. Ricordi La grande guerra e dici Sono tutti morti..Gassman, Sordi, …
 M   o   r   t    i   sembra una parola lieve, capace di scivolare via dalle tue labbra dischiuse come un’ala. Una morte volteggiante. La vedo svolazzare su e giù fra le aragoste di ceramica e la reti da pesca appese sul muro di fronte. L'associo ai movimenti labiali dei pesci. Una creatura di cielo e mare. Un sottrarre voce librando, con rumore d’acqua spietata. Ti immagino morto, che sorridi a te stesso, forse perché so che è  a questo che stai pensando. Alla vita e alla morte. Te lo leggo nello sguardo che sembra liquefarsi in retropensieri, come un artiglio che allenta la presa per un rumore improvviso.
Mi parli di te, attraverso quel congedo alato dal quinto piano di un ospedale. 
S’è arreso per non arrendersi. A volte dobbiamo fare l’opposto di  ciò che abbiamo dentro per essere noi fino in fondo. Dobbiamo appartenere al nostro contrario. Attraversarlo. 
E poi mi racconti della tua scelta, con un’intimità malinconica di parole mute; di quella condizione di libertà sola, del premio/condanna in una città lontana dalla tua. 
Sono nato in questa strada, lo sai, al 43. Ecco lì, al primo piano- Me lo dicevi in auto, sulle note di My foolish heart, prima di entrare qui. Al primo piano di un palazzo di una una strada di una città  che ti pulsa nei ricordi come un cuore feroce.
E  si capiva nettamente che avresti preferito accovacciarti sul marciapiede di fronte al civico 43 e stare lì a ripassare la vita, per tutto il tempo necessario a placare  quella sete strana di te che ti brucia dentro. Un’arsura che non si disseta mai del tutto.
Tu vivi immerso nel tuo negarti, appartenendo allo scomodo delle ragioni, figlio di te e delle tue ombre. Essere padre della tua luce sarebbe stato troppo facile . 
Ed io, inchiodata alla quotidiane conferme del mio errare, madre di me stessa, non mi sono mai sentita così prigioniera.
Voglio diventarmi figlia- ho pensato.
E tornando ho lasciato che i pensieri facessero curve d’unghia e mi graffiassero il cuore.



 



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AZZURRO NOTTE
post pubblicato in colori, il 9 dicembre 2010

Vorrei che tu ci pensassi.
Allora indosso una giacca leggera ed esco. Per camminare sui miei pensieri in disordine.
Non abbiamo nulla di più limpido delle intuizioni.
Già. Vorrà pur dire qualcosa questa primavera finta, con cui l’autunno apparecchia l’inverno












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TRIATHLON
post pubblicato in io e me, il 5 dicembre 2010

Il tre è. (assoluto)
Il tre è un numero (essenziale)
Il tre è il numero perfetto (assiomatico)
Il tre è il numero perfetto di intimo (erotico)
Il tre è il numero di occhi che uso (esplorativo)
Il tre è tre (tautologico)
Il tre è dogmatico (catechistico)
Il tre è quieto e irrequieto (ossimorico)
Il tre è un trillo (onomatopeico)
Il tre è dialettico (hegeliano)
Il tre è spaziale (euclideo)
Il tre è primo (aritmetico)
Il tre è triangolare (geometrico)
Il tre è un numero di principi (termodinamico)
Il tre è un delta (geografico)
Il tre è un’alleanza (storico)
Il tre è triplice (pleonastico)
Il tre è un salto (intrepido)
Il tre è augurale (scaramantico)
Il tre è telefonia mobile con disservizi (irascibile)
Il tre è la somma di due orecchie e una parola inaspettata (seducente)
Il tre è un giorno d’aprile (nostalgico)
Il tre è un’extrasistole (cardiaco)
Il tre è il post del cazzeggio (ozioso)
Il tre è sul mio citofono (autobiografico)
Il tre è un bacio sotto uno sguardo (romantico)
Il tre è uno sguardo più un periscopio (sfrontato)
Il tre è pigro (pomeridiano)
Il tre è un’ora piccola (notturno)
Il tre è un’ora piccola che sembra piccolissima (euforico )
Il tre è oltre il due (fedifrago)
Il tre è un desiderio (trasgressivo)
Il tre è una promessa (sadico)
Il tre è inevitabile (filosofico)
Il tre è unacosachesoio (personale)


Il tre è il mio numero (egocentrico)












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F.
post pubblicato in amore ed eros, il 4 dicembre 2010

 




 

Quando? E’ così facile ricordarlo. Settembre si addice ai rumori d’ormeggio, ai manti d’acqua e di terra.
L’ancora scivolava lieve e veloce. E dal fondale di parole neanche un granello di sabbia. Vino rosso semmai, fatto da lui per non disperdere i passi nella sua casa troppo grande. Troppo grande di stanze e suoni d’erba.
Era un modo per toccare il furore di quei giorni, fermentare il mosto. Ubriachi, d’aria ubriaca.
E poi quella bizzarria d’ottobre. Una camicia con una riga rossa nascosta, chiusa tutt’intorno al collo, vicino al sangue della sua giugulare in festa, e lo stupore che cede il passo ad un intreccio di fiati.
Quanto erano grandi le sue mani, se sostennero risate e pianti?
Il loro segreto erano il luogo e l’attimo, inconsuete dimore che non temevano  né strada, nè stagione.
Erano.
Poi ogni cosa  perse contorno. E tante altre volte insieme, non furono tutte le volte.
La  casa restò superba e grande, ad ascoltare voci mute.
E il luogo segreto, confuse gli occhi del ricordo  a chi intuì una simile follia. Ma a loro che la vissero, non fu capace di velare.
Tutto si sciolse. Come un nodo che per quanto stretto in sè, incontri nuove mani e nuovi bisogni  pronti a smentirlo. 
E di quel dissolversi e delle sue ragioni, neanche un' ipotesi indisciplinata e rabbiosa poté deviare il corso.
Non era più il loro tempo. Ma nessuna parola seppe spiegarlo senza dolore.  
Ci sono misteri che non sanno contare né raccontare.




 






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QUANDO LO SPAM NON E' SOLO SPAM
post pubblicato in cose da Cannocchiale, il 1 dicembre 2010



Continua lo spamming selvaggio, nonostante l’attivazione dei codici anti- spam. Ma la cosa più inquietante è la sparizione totale o parziali di diversi miei post passati e l’impossibilità di cambiare impostazionie al mio blog per interdire temporaneamente tutti i commenti o addirittura per chiuderlo in attesa che la cosa rientri.
E’ chiaro, a questo punto, che non si tratta più di semplice spamming ma di un vero e proprio attacco alla vostra piattaforma tutta o solo ad alcuni blog.
Vi sollecito a fare qualcosa con la massima urgenza in quanto ciò che sta accadendo è grave e insostenibile.
Biblioceca.ilcannocchiale.it



Questa è la mail (non la prima)che ho appena inviato ai gestori di codesta piattaforma, i cui disservizi sono sempre stati evidenti e continui ma che hanno raggiunto adesso livelli di insostenibilità
Qualunque sia infatti la causa di quanto mi accade, dovrebbe essere affrontata tempestivamente e drasticamente dagli amministratori, perché se è vero che aprire e tenere un bolg è qui cosa gratuita, è altrettanto vero che ci sono interessi affinchè questo viva, specie se è parecchio letto e se, conseguentemente, la pubblicità che compare ai lati ha ragion d’esserci.
Nei precedenti contatti mi hanno assicurato che stanno provvedendo. ..ma finora solo peggioramenti a caduta libera. Per gli interventi risolutivi forse vedrò qualcosa…
…col cannocchiale.
 
 
 
In effetti oggi (3 dicembre 2010) qualcosa è accaduta: il blogger (si fa per dire) xiaoubu004 da me sospeso ha potuto tranquillamente commentare( sempre si fa per dire) con la sua spazzatura.
A questo punto, come diceva quel tale, la domanda sorge spontanea: ma che razza di barriere e filtri ha Il Cannocchiale? E soprattutto quando mi scrivono via mail: La ringrazio per la segnalazione e la invito a usare i filtri per bloccare i commenti sul proprio blog, mi prendono per quella parte del corpo che eviterebbe queste molestie, qualora fosse abbondante?
Sì il culo, proprio lui. Avete capito. 
 

 




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