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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
PROSPETTIVA CIELO
post pubblicato in prospettive, il 31 dicembre 2011



“Si è verificato un errore durante l'elaborazione della pagina, si prega di riprovare più tardi”.
Questa è la scritta che compare da due  giorni a chiunque voglia lasciare un commento su questa piattaforma. 
Nell’attesa di verificare cosa intenda Il cannocchiale per più tardi, invio,  non potendolo fare che da qui, i miei auguri a tutti gli amici. 
Un augurio, naturalmente, va anche ai lettori “silenziosi”, la cui unica traccia è nel numero di pagine lette. Non sono pochi e di ciò mi sorprendo e ringrazio.
Che il nuovo anno sia recessivo per la banalità.  Lo so, sembra fuori luogo, e forse tautologicamente banale,  pensare a questo di fronte ad emergenze come il pane. Ma io penso che si stia perdendo anche un altro nutrimento: la linfa vitale del pensiero libero, coraggioso, indipendente. E irriverente. E l’uomo massificato è   meno buono e intelligente e destinato, prima o poi, a vivere una vita misera. In tutti i sensi.
Se manca il necessario è colpa anche della cattiva qualità del superfluo. La recessione non si scongiura solo occupandosi di recessione. Occorre guardare il cielo. E' da lì che può essere fatta la risonanza magnetica della terra . Dalla prospettiva cielo, i mali del pianeta sono leggibili.
E solo i mali  leggibili sono curabili. 


In bocca al lupo!


















permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 31/12/2011 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
NULLA DA DICHIARARE
post pubblicato in diario, il 28 dicembre 2011



 



 

 

 
Una foto, stamane.
Una foto antica, sulla parete d’una stanza d’una casa dal profilo di neve.
Appesa in un giorno distratto. Già vista mille volte e mai guardata. 
La madre d’un padre d'un padre; esile dentro l’abito col fiocco della festa. E smarrita davanti al lampo d’effimera eternità. Solo la mano sulla fioriera ha una mollezza sciolta. O forse sono più morbidi gli occhi  che ne cercarno un segno. 
Li avranno intuiti i miei, gli occhi suoi che non sapevano dove guardare? O erano immersi nell’attimo in cui qualcuno avrà detto Ferma così ?
Avrà pensato al domani dell’oggi, precocemente annunciato? O nell’enigma d’un sorriso trattenuto, beffava il mondo e la sua stolta stupidità?
Ho osservato a lungo e il silenzio ha copiato il bianco del cielo; s’è ammantato d’opalescenza sfilacciata.
Ho pensato: Anche una delle mie foto ingiallirà sulla parete d’una stanza d’una casa. Ma io  non avrò occhi smarriti. E a chi mi chiederà con gli occhi, con gli occhi risponderò: Nulla da dichiarare. 
Quando si hanno molte cose da dire, non si ha da dire niente.








 

 

 

 

 

 






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STILL LIFE
post pubblicato in poesia, il 20 dicembre 2011

 

 

 



Ronzar di mosche
in dissolvenza acustica graduale
Acrobazia fruttuosa
di considerazioni:
pere, mele e uva in giusto assetto;
e cacciagioni.

 

Natura morta del mondo
qua e là dipinta
e ferma sullo sfondo
 

Signore e signori:
siamo tutti pittori.






 








 












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NESSUN SOGNI
post pubblicato in prospettive, il 17 dicembre 2011

 

 

 

Caro Babbo Natale,
Innanzitutto mi complimento per la tua forma, anche se io ti preferivo con la pancia. ( Se indossassi abiti civili, comunque, se ne potrebbe riparlare).

Venendo alla consueta letterina, neanche quest’anno ti chiedo regali. Per quelli ci ha già pensato un signore dal nome geologico per il quale è ontologico ciò che è proctologico.
Nessun dono materiale, dunque,  ma solo tre desideri:

1) Il primo ha a che fare proprio col premier. Mi piacerebbe che la notte santa Monti fosse sostituito dal mio idraulico. Anche lui quando interviene fa acqua da tutte le parti e sa benissimo che la salvezza passa dall’ ano, conosce perfettamente, però, la chiave inglese e ciò mi fa sperare che abbia dimestichezza anche con quella tedesca.


2) Il secondo è presto detto: vorrei partecipare a Porta a Porta, in qualità d’esperto, in una di quelle trasmissioni sulle nefandezze psicopatiche ( ho un debole per il noir proprio come Crepet). Non dirmi che è difficile. Ho tutti i requisiti . Maglioncini di cachemire in tinte bizzarre, capelli ravviabili e so persino  fare le faccine pensose. Credi che Vespa possa sorvolare sul fatto che il mio cognome finisca per vocale?

3) Il terzo desiderio infine…ma dai che già lo sai! Non è forse Natale la festa dei deboli, dei fragili, dei diseredati?
Insomma Babbo Natale, fai in modo che la Mussolini non compia Il gesto estremo ma se proprio non riuscirai a fermare la sua mano, lasciale sotto l’albero una cintura di camoscio tigrato tempestato di paillettes variopinte.
Che possa uscir di scena con un cappio degno della sua favella.

Per tutto il resto...beh..nessun sogni.

Con affetto e ringraziandoti anticipatamente

IO

                                                           Auguri a tutti quelli che passano da qui
 





 








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ARCADIA 2011
post pubblicato in colori, il 12 dicembre 2011



 



Forse era una sala da the, forse un viale. Sono misteriosi i luoghi della felicità.
Di sicuro c’era una volta d’azzurro compatto, tempestata da led stellari, sfilacciata sotto i passi, come se terra e cielo si fossero scambiati le inclinazioni E tutt’intorno un color suono disteso; un tappeto, volante a tal punto da star fermo.
Le pari opportunità suonavano il flauto e andavano per campi
La semplificazione era uno sguardo su ruscelli in corsa.
Nessuna bocca era acconcia a dire spread. Troppe consonanti. Rutilavano  vocali invece.                

                                                                                      OO

ooo E

                                        I iiii E
Aaaaaaaaaaaaaaa 

                                           oooooo                   u ooo     ooooo     oooooooooo                                                oooooo
                                                                                      ooooooo
   AAAAAAAAA    uuuuuuuuuuuuuuu                       

                                                                                                     AAAAAAA


iiiiiiiiiiiiiiiin cu ranti                   dip a r o l eee    ee  eeee     ee.


Ma non seppe mai se ciò ch’era accaduto, era accaduto davvero.
Fanno sempre così i sogni. S’incarnano nel vento.


















permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 12/12/2011 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
COSMOS
post pubblicato in poesia, il 6 dicembre 2011






A
volte
un
infinito
mi
semina
e
mi
accade
di
non
sentire
la
macera
quiescenza
della
noia


 
L’
universo
è
una
colonna
di
parole
trapassata
da
un
vuoto













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