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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
SALAMI SENZ' ANIMA
post pubblicato in prospettive, il 21 febbraio 2014

La modernità


Scendono gocce di sudore
Sulla fronte di un lavoratore
E il mondo non può farne a meno
Almeno credo, almeno credo

Ma questa è la modernità
Noi a casa, noi a casa
Un computer lavorerà

Ora qui in questo meccanico mondo
Non ho compreso qual è il posto che posso occupare
Forse non posso più nemmeno respirare
E poi

E poi c’è lei
Che ha bisogno di più
E poi ci sei anche tu

( e di nuovo, per tre volte)


Cosa spinge un autore a scrivere un testo così e a ripeterlo tre volte?
Respiro un attimo per stemperare l'orrore e...le risposte già galleggiano nell'aria, uniche note.
Una ingenuità: credere che basti ripetere ossessivamente per dare corpo alle inquietudini.
Molteplici furbizie: l' inclinazione per il già fatto. Il senso dell'insaccato musicale.
Prendi un tale che si chiama Vadim, un po' di Francia non guasta mai.
Affina la sua faccina così così e la vocetta che insegue la nota.
Portalo a Sanremo, senza meriti è anche più facile.
Concedigli una canzone nella notte, la sua.
Testo furbetto (su pesto dislessico di note): sudore e computer, sangue e algoritmi come grasso misto a pezzi di maiale; che belle meccaniche socioesistenziali. L'uomo vecchio e il nuovo (neanche Ludd avrebbe osato tanto in così poco) dentro la danza trita del non so quale sia il mio posto, dell'apnea forzata della vita. E un titolo, a chiudere il budello, di quelli che strizzano l'occhio (e qui l' ardimento sfiora la spericolatezza)..."Tempi moderni", magari...
....Et voilà il salame è apparecchiato e senza essere stagionato già puzza di muffa. 
 "La modernità", sigillo dell'insulso, marchio dello sgomento acustico.
E come per una beffa, con l' imbuto in cui viene precipitato l'ascoltatore si compie comunque una metafora (questa, sì, autenticamente moderna): quella del nulla da dire e del voler parlare ad ogni costo.
(Endrigo, dove sei?)





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L'ATTIMO INERTE
post pubblicato in diario, il 10 febbraio 2014






Ti amo più della strada
Ti amo più degli alberi
Più del palo
Più degli operai
Più del martello
Più della signora che passa
.....


(Rubata ad un bambino per strada. La stava inventando per il padre, credo.
Andava declamandola ad alta voce, guardandosi attorno in cerca di nuovi termini di paragone.
Il padre sospingeva un passeggino, in cui sedeva, con ampio margine di probabilita', il fratello minore.
Lo sospingeva come un automa, sorridendo al poeta senza ascoltare.
Viviamo immersi nel silenzio delle nostre parole. Fin da subito).


                                                                            Palermo, 9 febbraio 2014, ore 11 e un po' di più
                                                                            Piazza Politeama




                                                                          





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MOLTIPLICO
post pubblicato in io e me, il 8 febbraio 2014











                                                                                       Bisogna farsi in mille per essere una




























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