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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
FANDANGO
post pubblicato in poesia, il 27 febbraio 2015




Ah se il tema é la noia, quale noia!
Eppure, di questo si tratta: di Noia.
Già il suono mi orienta;
non c'é da fidarsi d'un trio di vocali
invadenti
e d'una nasale alveolare
frustrata, assediata
da infide serve che alzan la cresta.
Nessuna armonia come quando i fonemi
s'alternano
con fini ricami di suoni:
Felice
Sereno
Baleno
che grazia
di sillabica intesa
che tocco d'accenti.
Ma pur conoscendo e fuggendo,
la dama incolore,
la noia ci possiede.
La subdola permea ogni cosa
e dirla e riporla
è vana, patetica impresa,
noiosa essa stessa.

Se taci m'annoio
Se parli m'annoio
ma fingo il contrario
e questo m'annoia.
Dovrei alzarmi, dunque,
e gridare:
"Signori mi annoio,
coi vostri discorsi già scorsi
milioni di volte
coi volti già visti
coi visti già impressi
coi tizi e coi cai
coi passi dei vivi
coi morti e i cipressi
che a Bolgheri vanno
e triti e ritriti
mi corrono incontro
dal libro riletto"
E invece m'astraggo
mi metto in disparte
come fossi reietto
m'invento stagioni
persone
frontiere

E nel disilluso tornare
un sole mi splende sul capo
e sul collo, un cappio da boia:
Welcome, impero di noia !














permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 27/2/2015 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
PROFUMARE DI FIORI E ODORARE DI FERRO
post pubblicato in suggestioni, il 17 febbraio 2015



Il vetro rimandava la luce del mondo. E avvicinandosi, assumeva forme distinte.Tre alberi e un quarto, sulla destra, dimezzato dal confine dell'infisso, cinque palazzi in primo piano e almeno altrettanti  che lo sguardo non riusciva a trattenere con calcolo esatto, una dozzina di persone schiacciate sull'asfalto dalla prospettiva dei suoi occhi, una manciata di auto sparse, più i due cordoni in policromatico assetto ai lati della strada. 
Aritmetica  d'un gioco ozioso. E altro Un altro senza menù a tendina, d'indefinibile natura. Avrebbe dovuto digitarlo lei, nella sua mente; scriverlo sul rigo "cerca"
I pensieri, ad esempio, chiusi dentro quei dodici  uomini e donne, o i tappetini delle auto, presumibilmente di gomma nera, o i nidi eventuali che i rami potevano nascondere.
Meglio liquidare la faccenda. Non le importava dei pensieri e dei tappetini ancor meno, ammesso che presentassero differenze. In quanto ai nidi, escludeva che ce ne fossero in quei rami odorosi di benzina.
Ma poi digitò: vento
E lo sentì distintamente, alzarsi appena e sovrastare, sibilare sottile e frusciare cavernoso, sfiorare  e sospingere, rilasciare con garbo e trascinare con forza, assecondare e contrastare, librarsi  tiepido e pungere di freddo, volteggiare e dare assedio. 
Profumare di fiori e odorare di ferro.
 Sì, lo sentiva. Soffiava forte e si annichiliva di colpo, dentro di sè.


































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