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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
VOLO LIEVE
post pubblicato in colori, il 22 marzo 2015



















Tavolo della tinta, tondo come quello del ciclo bretone, ma non non così austero.
Lei, la signora alla mia destra, concorda il colore. Lo vuole rosso, ma non ramato, ma non sparato, ma non chiuso. Un rosso, rosso. 
Tu, la parrucchiera, l'ascolti senza soprassalti, con sguardo allineato sulla complessità che ha un sogno quando diventa nuance. E dici la tua, sorretta da calma sapiente che persuade. E intanto, l'altra, la signora a sinistra, sotto un intruglio biondo-cenere, credo, mostra la foto del suo fagottino. Sará  nonna, penso. Nonna da poco. E lo é. D'un cane. Del cucciolo della figlia. E sorride. E racconta. E sorride. 
Di fronte,la terza, disserta con la quarta che le sta accanto, sulla crema antirughe, con occhi rapiti dalla meraviglia che il collagene ha sortito, specie sulla parte inferiore del suo viso, dando all'interlocutrice appena il tempo di inframezzare qualche ah. 
Sono ah volatili, che ricamano l'aria, come una conta infantile, come l'aura d'una bacchetta fatata.
Penso che la felicità sia questo scorrere d'anima, sulla trasparenza d'un tavolo circolare, sulla trasparenza d'un nuovo che circola e permea, mentre i colori fermentano sopra i pensieri e i pensieri quasi si fermano.
Abbiamo lottato per dimostrare d'essere portatrici di testicoli non avendoli, ci siamo ripudiate nella leggerezza del pensiero che riposa.
E invece è questa la nostra risorsa speciale. 
Il volo lieve di quando il pensiero depone le armi e tinge il mondo d'un rosso non ramato, non sparato, non chiuso.
Un rosso, rosso.












permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 22/3/2015 alle 1:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
FIOR DI MIMOSA
post pubblicato in prospettive, il 8 marzo 2015





Fior di mimosa?
Che sia lunare invece
nero, come la pece.
Uomo dal giallo omaggio
vai sulla luna nuda
e coi tuoi piedi sfida
il manto suo selvaggio
Cerca, ricerca e suda
sette camicie bianche
e tra crateri spenti
di spazi senza voce
come d'Orlando il senno
l'unico fiore trova
Non mazzi di mimosa
comprati sotto casa.

Un fiore senza olezzo
eccetto l'acre odore
scritto con la tua fronte
da inchiostro di sudore

Fiore immobile e scuro
com'acqua ferma e sporca
E non citarmi Lorca!
Scrivili tu, versi immortali
audaci
Scrivili col tuo sangue
oppure taci

Un fiore silenzioso
privo d'accenti stanchi
senza le ipocrisie
che detta circostanza
mondo dalle parole
svuotate di sostanza
senza ritrito pesto
del solito copione:
cene, dolci e spumanti
terrazze coi tramonti
di donne fiere e sole
Prova a pensar qualcosa
che non somigli a cosa
a un conto che non conti
a un oro privo d'ori
In altre parole voglio
un fiore senza fiori











































permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 8/3/2015 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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