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"L'arte è un investimento, la cultura un alibi." Ennio Flaiano.
APOLLO E DIONISIO
post pubblicato in prospettive, il 12 settembre 2008

 

Ve ne siete accorti?
Abbiamo perso la crusca. Non siamo più cibi integrali. Siamo raffinati,omogeneizzati, brillati.
Prodotti della ragione e ad essa asserviti .E,si sa,la ragione attenua le differenze, rende più uguali.
Ben ne erano consapevoli gli illuministi. Ed io li ringrazio,sapete.
Niente da dire. Guai se non ci fossero stati loro.
Ma c’è qualcosa che è rimasta fuori dalla porta, o meglio intrappolata fra gli ingranaggi,come la sciarpa di Isadora Duncan (che tanto male le fece poveretta): la nostra animalità o,se preferite, la sfera dell’ istinto, dell’intuito epidermico, dell’irrazionale.
No, non la bestia. L’animale. Quella parte di noi che ci parla ogni tanto e talvolta ci indirizza. E che ci rende persino felici.
Immersi nel nostro bagnoschiuma di cultura, pasciuti come siamo da una scienza ipercalorica, abbiamo perso l’olfatto .
Da Socrate in poi è stata lei la grande dittatrice: la cultura. E l’arte, il sublime, il sogno hanno smesso di dialogare con l’ebbrezza.
Apollo e Dionisio separati per sempre. L'uno ingranaggio che stritola l’altro. Così diceva Nietzsche
C’è del vero.
E non mettetemi adesso in bocca parole che non dico. Lo so: la cultura ci serve. E nessuno lo sapeva meglio di Nietzsche.
Ma anche l’animale. Pure quello è indispensabile.
Serve all’uomo della strada E anche al palazzo, che, in verità, è pieno d’animali, ma spesso si tratta della golpe che sa difendersi dai lacci. Più raro è il lione che sa sbigottire i lupi.
Voglio un ruggito.




permalink | inviato da non avrai il mio scalpo il 12/9/2008 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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