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O N I R I C O

 

E poi accade, di notte accade, che mi confonda. Che sovrapponga  a prudenti propositi  incaute intenzioni.
Accade che ragioni irragionevoli rubino il passo alla memoria del buonsenso.
Accade che nessuna paura sia più potente del vento, più maestosa d’un albero.
Che nessuna strada sembri più lunga dell’attimo che occorre per pronunciare un nome.
La densità del buio allora ha la luce di pensieri affidati alle mani
E succede, di notte succede, che io ti scriva.
Avendo nulla da dirti. Pertanto mi basta un’inezia per dirti tutto.
Così posso parlarti dello strano movimento che fa la tenda se la spingo col piede o del cielo mio.
Del cielo mio d'inverno che in un punto che non imparo si unisce al tuo.
O d’una musica che altera la forma della stanza e il colore della disciplina.
O d’un cane di strada e dei suoi latrati
E dell’ espressione dei tuoi occhi quando non leggeranno quello che non ti invierò.
Perché accade, alla notte accade, di finire nell’algida gola di un' alba nuova.

Patrizia Laquidara-Noite E' Luar

 

Pubblicato il 30/1/2009 alle 23.50 nella rubrica amore ed eros.

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