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OH MARIA GIULIA...








Una merceria è un luogo per chi non ha fretta. La scelta d’un nastro, d’una fodera , d’un merletto, somigliano a certi percorsi della mente, quando coltiva, con lentezza devota, tortuose aspirazioni per un’inezia.
-
Il colore è quello giusto, si fidi.
-Non so. Potrei guardarlo fuori, alla luce del giorno?
-Certo.
Sì, in effetti il colore è quello.
-Che le dicevo? E’ il mio mestiere guardare colori.
-Non so. Non sono convinta lo stesso. Forse perché è leggermente madreperlato. Ma non ha bottoni normali?
-Normali come?
-Non cangianti.
- Sì ,ma posso garantirle che questo è un articolo di qualità superiore, proprio per la madreperla.

Riprende in mano il bottone, lo gira fra le dita come fosse un diamante, avvicinandolo e allontanandolo, quasi alla ricerca d’un segreto che le faccia pronunciare un sì o un no.
La commessa la guarda. Calma. Senza calma non si può lavorare in una merceria. E comincia ad aprire cassetti. Li apre e li chiude , come se allontanasse e avvicinasse anche lei qualcosa da sè. E’ una danza.
E a me non interessa più il motivo per cui sono lì. Mi estraneo dalla mia attesa. Ho pensieri volatili , inebriati dall’andirivieni d’un bottone.
-Ecco. Questi non sono di madreperla -dice e posa una scatola zeppa di tondi scintillanti disposti in gradazione di forma e colore. Ogni nuances è racchiusa in sé, decisa e netta ma non meno frivola e narcisa. E’ un caleidoscopio sgusciato dal buio, ingordo d’occhi.
La signora offre i suoi, con sguardo rapito Ma non è più l’attenzione di chi deve riempire quattro asole di una giacca. E’ voglia di giocare con la luce. Di progettare felicità evanescenti. Se  fosse all'aria aperta correrebbe a braccia aperte e sarebbe lo stesso.
Oh Maria Giulia da dove sei venuta? Fai un salto, fanne un altro…
Questo affiora da  un mio ricordo lontano all'aria aperta. Sono bottoni ma è come se fossero biglie o bolle di sapone o una conta per vedere chi cerca e chi si nasconde.














E Maria Giulia ha deciso.
-Mi dia quelli cangianti. Sono di migliore qualità. Ha ragione.
La negoziante annuisce con un sorriso e con la mano fa in modo che il caleidoscopio venga risucchiato di nuovo dal suo buco nero.
-Desidera altro?
-Sì, avrei bisogno di una fettuccia di velluto alto più o meno così ( mostra due dita), bordeaux.
-Ecco, scelga fra queste.
La signora estrae poco per volta , con aria insoddisfatta, nastri composti, ripiegati l’uno sull’altro.
-Mah..il punto di bordeaux che avevo in mente è leggermente diverso. Un rosso scuro ..tipo..quello. E indica un lembo di carta, infinitesimale.
-Le gradazioni di bordeaux possibili sono così tante..comunque è tutto lì.
-Potrei guardare fuori, alla luce del giorno?
Dice Maria Giulia con un nastro bordeauxquasibordeaux fra le mani...
Alcuni giochi non finiscono mai, perché dentro di noi ci sono suggestioni che ci chiamano di continuo. E se non fosse così le mercerie non esisterebbero.










Pubblicato il 9/11/2010 alle 22.49 nella rubrica suggestioni.

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