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A DOMANI



 


A-Dimmi solo una cosa nella quale dovrei credere.

Z-Beh..la libertà, ad esempio. La capacità d’esprimere se stessi, mai raggiunta così prima dall’uomo. Preferiresti un Medioevo?
 
A-Ma come fai a non accorgerti che è tutta una Commedia. Guardati attorno. Siamo una società di massificati, fini costruttori d’ombre, portatori d’un nulla prescritto e codificato. Esseri apparenti. Simulacri. Incapaci di scalfire un solo atomo delle cose che ci crescono attorno. Proiezioni immerse in logiche oscure, che di fatto dirigono i nostri fili. Chi sono i burattinai? Non lo sappiamo neppure. Almeno nel Medioevo li si conosceva. Il tiranno era lì, chiaro , semplice e inestirpabile. Oggi, nutriti dall’illusione di contare e di controllare, cullati dal sogno della trasparenza, viviamo immersi in una nebulosa senza confini. Nebbia!

Z- Questo lo dici tu. Io non mi sento affatto così. La possibilità di costruire ciascuno il progetto di sè, nel riconoscimento dei propri diritti fondamentali,  di dar voce al dissenso, di esprimersi con elezioni libere, di dire e fare quel che interessa...sono queste le coordinate della libertà e solo un cieco come te può negarle.

A- La cecità è tutta tua. Credimi. Sei un ingenuo. Ci muoviamo fra pericolosissime contraddizioni, congegni ad orologeria di altissimo potenzale. E tu mi parli delle coordinate!
Declamiamo la libertà e siamo intruppati. Tette e visi rifatti attorno a pensieri addomesticati.
Propugniamo il relativismo e ci nutriamo d’idee manichee. Dualismi come un’orgia di piacere collettivo che ci esalta e ci strappa occhi e orecchie. Chi vuoi far uscire dalla casa Tettealvento o Muscoli scolpiti?. Questo siamo. A o B. Anche in politica, naturalmente.
A o B. Altro che relativismo.
Mastichiamo la parola scienza come se avessimo in bocca il Padre eterno e mai l’uomo è sembrato così fragile e disorientato, incapace di darsi risposte. Basta la  sola parola pandemia a farci strizzare le chiappe.
Ci siamo nutriti della cultura e della sua forza scardinante, per costruire una società che ne è sempre più trionfalisticamente priva. Se fosse la cultura la nostra misura non si spiegherebbe come mai è la spazzatura che piace alla gente, Se fosse la cultura dovremmo interrompere i film per promuovere l’acquisto di libri. Anche.
Pensiamo di vivere nel benessere e in effetti abbiamo più di un televisore a testa ma nel frattempo la gente fruga nei cassonetti e perde il lavoro.
Straparliamo di democrazia e assistiamo giorno per giorno al suo sgretolamento, sotto le lunghe ombre di un’abdicazione sistematica proprio di quei diritti di cui vai tanto fiero, in cambio del soddisfacimento di necessità. E’ l’approccio del pro domo sua, camuffato ipocritamente con le vesti del lavoro per te, mentre intolleranza, cinismo e scarso senso di solidarietà la fanno da padroni.

Z-Bella analisi davvero. Parole assortite, prive di sostanza. Più che riflessioni di un nichilista, le tue sono seghe mentali di un insoddisfatto. NON SO TU, MA IO SONO LIBERO!
Libero di vestirmi o di star nudo, di mangiar carne o pesce, di andare alla urne o no, di leggere o fare un pisolo, di studiare aramaico o di ascoltare una canzone di Masini. Libero persino di sentire le tue cazzate. Perché potrei girare sui tacchi e andar via.

A- Vai pure. Chi ti trattiene. Sappi però che ti credi libero e basta! Ti credi libero e capace d’un progetto originale di te e non ti accorgi che il sistema dirige i tuoi bisogni e i tuoi sogni. Il Grande Fratello sa cosa è giusto per la tua salvezza- perdizione ma tu non sai nulla di lui. E alla fine anche il tuo voto è diretto e pilotato o nella migliore delle ipotesi esautorato attraverso sistemi sotterranei e silenti che neutralizzano ogni differenza ideologica e di valore, nell’unico vero intento d’un perpetrarsi di forze che non escono mai allo scoperto perché sono talmente radicate da non aver bisogno di alcuna voce. Un potere così potente da restare muto e buio.

Z-Balle! Rigurgiti del tuo pessimismo paralizzante, della tua incapacità d’integrarti, della tua inadeguatezza. Del tuo fallimento personale di cui cerchi una giustificazione nel sistema. Io mi sento risolto invece . E’ questa la differenza fra noi. E se anche così non fosse, cercherei dentro di me il bandolo della matassa.

A- Risolto? Ma guardati. Ti sfinisci in palestra con ore e ore di esercizi quando in realtà vorresti spenderle seduto in poltrona a ingozzarti di patatine e spuntini trasudanti maionese. Vesti griffato dalla testa ai piedi per un senso distorto e perverso d’integrazione. Non potresti uscire con Mario, che indossa le Hogan, con la stessa nochalances, se i tuoi piedi ne fossero sforniti. Hai accondisceso a fare il medico per rilevare lo studio di tuo padre. Solo per comodo, per far tua la considerazione sociale appartenuta a lui, pur non fregandotene un cazzo della scienza in genere e di quella medica in particolare, hai accettato di candidarti coi più forti nella speranza di portare meglio l’acqua al tuo mulino, hai sposato la figlia di un uomo potente per gli stessi motivi che ti spingono a far ginnastica. Per sembrare quello che non sei: un uomo risolto e di successo.
Tu non sei altro che un ologramma. Tutto quello che fai è lontana mille miglia dalla tua essenza . Non vuoi piacere a te stesso ma al mondo. Sei un fottutissimo massificato, come il 90% della gente.

Z-E l’altro 10% è costituito da disadattati nevrotici e falliti come te.

A- Proprio così hai detto bene. Oggi non è tempo per l’Uomo. Il nostro IO è debole e frammentato. Abbiamo barattato l’essenza con la sua rappresentazione . Saperlo è l’unica libertà che possiamo concederci. E tu non l'hai ancora capito. Tra tanti lussi ti precludi l’unico che ti apparterrebbe intrinsecamente.

Z- Beh s’è fatto tardi. Vado in palestra. A domani

A- E’ tardi anche per me. Oggi devo arrivare prima . Ci sono trenta minuti di analisi di gruppo prima della seduta. E il mio strizzacervelli non transige sulla puntualità. Dice che la costruzione di sé comincia dallo spazio-tempo. Quante cazzate bisogna sentire per sopravvivere.
A domani.













Pubblicato il 23/11/2010 alle 15.25 nella rubrica prospettive.

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