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METAFISICA INDISCIPLINATA





La sera slarga gli occhi come piazze
e sui vetri di fronte
lo sguardo è mano che tocca
pentole e fuochi sconosciuti.
Dentro il vapore, quali dita mescolano
e con che cerchi di pietanza?
Scoppia la bolla d’aria appena nata
con rumore vivo
o scivola ai bordi silenziosa?

Intatti restano i fiati di cucina
e le domande.
Come una linea curva
di luna nuova
una minestra misteriosa
tace e disegna un dio.








Pubblicato il 7/3/2011 alle 1.51 nella rubrica poesia.

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