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(IL MIO)


 

Metacarpo inclinato
(il mio)

Traccia che s’offre con rigo d’indice
a penombre lunari sospese sui fianchi
Sfoglio le labbra sul declivio d’un palmo
allestendo coreografie d’amor vissuto
con echi di suoni apparenti:
sbarcano e salpano
da una conchiglia di memoria

Sulle asperità del mio scoglio t’incagli
costruendo case di vento
per levigarti il cuore
e scrivere bugie sulle mie mani







 

Pubblicato il 28/3/2011 alle 20.19 nella rubrica poesia.

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