Blog: http://BIBLIOCECA.ilcannocchiale.it

ODE AL MIO POSACENERE


Schivo contempli
dal tavolino in larice
l’orologio dei passi
tic- tacchi di scarpe
che credono lunga
la strada corta.
Sei vuoto.
Nessuna cicca
inquina il tuo grembo
né musica
di carta trasparente
ti canta dentro
(carta ipotetica
di caramella
succhiata e spenta)
Solo un fremito
t’attraversa, credo;
come una nervatura
che ti percorre in tondo:
essere grato al vento
che talvolta ti colma
d’un lieve soffio gelido
Sei un posacarezza
In fondo
ma nessuno lo sa.
E per questo segreto tuo
io t’amo.

 









 



Pubblicato il 5/1/2012 alle 13.33 nella rubrica poesia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web