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MILLE BOLLE BLU






Non so voi, ma io preferisco Sanremo coi fiori e le donnine. Sanremo dei Pippi Baudi, per intenderci.
Un bel re assoluto (sciolto da vincoli, appunto) e duplicato negli anni, che aveva in testa una confezione precisa della canzonetta e la infiocchettava di conseguenza.
Il palcoscenico era baudesco, le femminucce erano baudine, i cantanti erano baudi ecc ecc.
Una bella emanazione del Pippo, che neanche a Plotino sarebbe venuta meglio.
Un frusciar d'abiti senza pensiero aggiunto.
Un’ orgia canora, che  lasciava sudati e contenti di quel vago sentir che nelle orecchie restava.
Lo preferivo, sì, il Sanremo coscelunghe del puoi vivere, al Sanremo indicepuntato del devi morire.
Un marasma privo di confezione perché privo d’idee, privo d’un re perché privo di carisma, privo d’assoluto perché strangolato da vincoli pseudo politci, privo d’emanazione perché farneticante  del nulla.
Un frusciar di banalità senza pensiero aggiunto, con qualche balbuzie tecnica e con la musica in sottofondo, incapace di ricordarci che si tratta d’un festval della canzone.
Uno specchio dei tempi che lascia inevitabilmente sconcertati e allibiti. Me, almeno.
E’ vero, Adrano, dobbiamo morire: ma questo non mi consola.


















Pubblicato il 15/2/2012 alle 21.53 nella rubrica prospettive.

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