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FANDANGO





Ah se il tema é la noia, quale noia!
Eppure, di questo si tratta: di Noia.
Già il suono mi orienta;
non c'é da fidarsi d'un trio di vocali
invadenti
e d'una nasale alveolare
frustrata, assediata
da infide serve che alzan la cresta.
Nessuna armonia come quando i fonemi
s'alternano
con fini ricami di suoni:
Felice
Sereno
Baleno
che grazia
di sillabica intesa
che tocco d'accenti.
Ma pur conoscendo e fuggendo,
la dama incolore,
la noia ci possiede.
La subdola permea ogni cosa
e dirla e riporla
è vana, patetica impresa,
noiosa essa stessa.

Se taci m'annoio
Se parli m'annoio
ma fingo il contrario
e questo m'annoia.
Dovrei alzarmi, dunque,
e gridare:
"Signori mi annoio,
coi vostri discorsi già scorsi
milioni di volte
coi volti già visti
coi visti già impressi
coi tizi e coi cai
coi passi dei vivi
coi morti e i cipressi
che a Bolgheri vanno
e triti e ritriti
mi corrono incontro
dal libro riletto"
E invece m'astraggo
mi metto in disparte
come fossi reietto
m'invento stagioni
persone
frontiere

E nel disilluso tornare
un sole mi splende sul capo
e sul collo, un cappio da boia:
Welcome, impero di noia !











Pubblicato il 27/2/2015 alle 21.56 nella rubrica poesia.

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